FILOMENA IACOVINO | GRASSANO

Nasce a Grassano nel 1927, figlia di Angelo Marco Iacovino e Maria Maddalena Abbatangelo. Orfana di padre a soli 5 anni, trascorre gli anni della giovinezza con le sorelle Concetta, Teresa e Nicolina, lavorando nei campi.

A scuola, Filomena ci va poco: giusto i tre anni di scuola primaria di base. Durante la stagione invernale, in quella famiglia di donne, il lavoro si sposta in casa: si cuce, si ricama, si impara a fare da mangiare osservando la madre.

Filomena incontra Pasquale Amato nel 1946. Soldato, è stato prigioniero di guerra e ha trascorso anni in una fattoria dell’Australia orientale. I due si vogliono bene e i parenti organizzano il loro matrimonio, il 6 giugno del 1948.

Pasquale lavora nell'azienda di trasporti della sua famiglia, ma è frustrato, senza prospettive. Così in famiglia si torna a parlare dell’Australia, delle sue opportunità.

Filomena è incinta e i due sposi decidono di rompere gli indugi ed emigrare. Per pagarsi il viaggio vendono parte della proprietà, caricano i bauli sul carretto e vanno alla stazione di Grassano, per un treno fino a Napoli e poi, il 9 gennaio 1949, parte il lunghissimo viaggio via nave per l’Australia.

Da emigranti, i due sono separati, e Filomena è nel camerone con donne e bambini. Patisce il viaggio, non dorme e non mangia. Passa tutto il tempo che può sul ponte abbracciata al marito e a farsi domande sul futuro.

Pasquale e Filomena arrivano a Fremantle il 25 febbraio 1949. In un primo tempo si stabiliscono nel Sud Ovest dell’Australia a Gnowangerup, un paesino di circa 500 abitanti. Vivono in una fattoria e allevano pecore, da cui ricavano la lana.

Le condizioni sono molto diverse da casa: il cibo è differente, ma c’è lavoro e prospettiva. Nel 1949 nasce la prima figlia, Margherita. L’arrivo del cognato di Pasquale, Eustachio, fornisce una nuova opportunità: i due cognati lasciano la fattoria e si mettono nel campo delle costruzioni.

Nel 1951, la famiglia si sposta a Katanning, un paese un po’ più grande. E qui nascono altri tre figli: Stefano, Angelo Marco e Maria Maddalena. Ma Filomena, donna piena di energia, non vuole restare solo in casa. 

D’accordo con il marito, aprono il Café of Rover, nel centro del paese, dove la Iacovino mette a frutto la sua grande passione: la cucina. Dopo diversi anni trascorsi a Katanning, la famiglia si trasferisce ancora, questa volta sulla costa, ad Albany, poi a Torbay, dove nel 1963, i coniugi aprono un caseificio.

Nei primi anni ’70 l’ultimo trasloco nell’area urbana di Perth e l’ultima avventura enogastronomica di Pasquale e Filomena, la produzione di vino australiano.

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